Immigrati a Padova

Un’istantanea delle immigrazioni a Padova

Lo straniero a Padova chi é?
Sembra una domanda inutile, eppure!

Più ci addentra nel pianeta-immigrati, più ci si accorge della sua evoluzione continua, fisiologica, impercettibile eppure rapida. I numeri ci dicono che tra i 18.000 stranieri regolari della città di Padova, tra i quasi 50.000 della Provincia contiamo più di 160 nazionalità.

Nel 2001 in Veneto c’erano 127.588 stranieri e all’inizio del 2005 sono 286.777. Nello stesso periodo la provincia di Padova, che passa da 14.155 a 49.243 presenze, viene dopo Verona (32.499 – 61.622), Vicenza (30.861- 49.781), Treviso (29.957- 70.268).

La terminologia e i casi variano: regolari, irregolari, clandestini, richiedenti asili, rifugiati – con statuti socio culturali e politici diversi. Ce ne sono con permesso di soggiorno per lavoro, per studio, per ricongiungimento familiare, per motivi umanitari e per turismo.

Sono comunitari (30%) ed extracomunitari (?).

La maggioranza è immigrata, altri sono nati in Italia.

Più del 70% delle presenze ha tra i 18 e 49 anni, ma il numero dei bambini sta crescendo.

Alcuni hanno la laurea (6,8 % nel Veneto), la licenza media superiore (29,7), la licenza media inferiore (36,3).

La religione predominante è la cristiana nelle varie confessioni (Veneto 48%, di cui un terzo cattolico); seguono le altre religioni (mussulmani 34% e buddisti/altri 18%).

Le presenze individuali e frammentate stanno raggruppandosi in una serie di comunità etniche con i loro punti di riferimento commerciali, associativi, culturali e religiosi.

In 24 ore sono arrivati in un mondo culturalmente diverso e quindi sono stai “analfabetizzati” dal viaggio.I più con il sogno del ritorno, alcuni con il desiderio di rifarsi una vita all’estero.

Tutti comunque “fuori casa” e con un carico culturale ed esperienze personali importanti.

Tutte persone: braccia ma anche uomini e donne.

Tutti diversi ma accomunati dal fatto di trovarsi in terra straniera, in un mondo culturalmente diverso, con un gran voglia in corpo di mettere a frutto la loro vita

Formano un fenomeno nuovo per l’Italia, impensabile qualche decina d’anni fa, in mutazione costante nel numero, nella dislocazione territoriale, nelle attese, nelle frustrazioni e nelle conquiste. Un nuovo anello di una storia migratoria che vede oggi nel mondo 175 milioni di persone vivere fuori patria: una storia, un film già visto nella sua evoluzione.

Le relazioni delle persone e dei gruppi immigrati con gli autoctoni sono fortemente condizionate dalla poca conoscenza della lingua italiana e del dialetto veneto, dalla differenza-distanza culturale, dal sentimento di non sentirsi a casa propria e dall’inevitabile sogno del ritorno.

Sentimenti di estraneità, provvisorietà – se non di inferiorità esperienzale.